Analisi del sangue

Attenzione: Siricorda che i valori indicati sono orientativi, in quanto a seconda deilaboratori cambiano i parametri. Solo un veterinario può interpretare i valoridi un esame clinico.

Emocromo: E' unesame che fornisce informazioni sullo stato di idratazione, sulle infezioni,sull' eventuale anemia, sulla coagulazione, sul sistema immunitario.
L'emocromo(esame emocitometrico) valuta la quantità dei principali costituenti cellularidel sangue (globuli bianchi, globuli rossi, emoglobina, piastrine ecc.). Ciascuno dei componenti del sangue è un indicatore utile della situazionedell'organismo, ma essi vanno anche valutati nelle loro interazioni reciproche.Per esempio, bassi valori di globuli rossi possono indicare un'anemia, tuttaviaè anche necessario conoscere la quantità di emoglobina presente al loro internoperché, dal momento che l'emoglobina lega l'ossigeno trasportato alle cellule,può anche capitare che, nonostante la quantità dei globuli rossi sia inferiorealla norma, il loro volume sia maggiore del normale; quindi anche l'emoglobinadeve essere valutata. Un aumento dei globuli bianchi indica invece chenell'organismo è in corso un'infezione e, con un ulteriore esame (la formulaleucocitaria) si possono studiare le diverse famiglie di queste cellule e valutarese l'infezione sia provocata da batteri, virus o altri microrganismi. Unadiminuzione nei valori dell'ematocrito (che rappresenta il volume deglieritrociti presenti nel sangue), cioè quando la parte liquida del sangue è ineccesso, indica un maggiore pericolo di anemia rispetto alla norma. Unadiminuzione del numero delle piastrine può indicare problemi di coagulazionedel sangue, dal momento che queste cellule hanno proprio il compito difavorirla.
E' un esame che fornisce informazioni sullo stato di idratazione,sulle infezioni, sull' eventuale anemia, sulla coagulazione, sul sistemaimmunitario.

Reticolociti (o reticolocita):
Sono globuli rossi immaturi. Se presenti in quantità elevata indicano un'anemia rigenerativa, in pratica sono un elemento cellulare precursore direttodel globulo rosso. I reticolociti sono presenti sia a livello midollare sia nelsangue periferico, rappresentando lo 0,5-2% dei globuli rossi totali. Ilconteggio dei reticolociti nel sangue periferico ha importanza per valutare indirettamentela funzionalità del midollo osseo , in quanto la loro presenza in numeronormale testimonia una buona risposta midollare all’ anemia (per esempio,anemie emolitiche , anemie da emorragia acuta), la quale, al contrario, èimpossibile quando il midollo è ipofunzionante (per esempio, anemia aplastica).

Eritrociti: I globulirossi (eritrociti) sono cellule prive di nucleo che trasportano ossigeno eanidride carbonica. Sono prodotti dal midollo osseo con un complesso meccanismoa cascata. Il controllo del processo è attuato dall'eritropoietina a secondadel grado di ipossia, cioè della concentrazione di ossigeno nel sangue. La vitamedia di un eritrocita è di 120 giorni.
Valori normali sono considerati quellicompresi tra i 6 e gli 11 milioni per millimetro cubo.
Valori superiori alnormale possono essere causati da insufficienza respiratoria.
Valori inferioripossono essere causati da anemie o da emorragie in corso.

Red-cell Distribution Width(RDW) - Misurato in percentuale (da 11 a 16) o in assoluto (da 39 a 50 fl),indica una misura dell'ampiezza della curva dei volumi dei globuli rossi,permettendo di riconoscere i casi di anisocitosi (RDW elevato).
Aumenta in casodi anemia per la presenza in circolo di cellule di grosse o piccole dimensioni.

Emoglobina (Hgb) - È laproteina che trasporta l'ossigeno ed è presente nei globuli rossi, adibitaprincipalmente al trasporto dell'ossigeno dai polmoni ai tessuti.
Valorinormali sono quelli compresi fra 9-15,6 g/100ml.
Valori superiori possonoessere causati da disidratazione, diarrea, enfisema polmonare, poliglobulia(l'aumento dei globuli rossi), shock, ustioni, trasfusioni ripetute,policitemia (presenza di un numero elevato di globuli rossi nel sangue, conseguentead un' aumentata produzione di queste cellule da parte del midolloosseo).
Valori inferiori possono essere causati da emorragie, aplasia midollare,collagenopatie (malattie del tessuto connettivo tipo artrite reumatoide),deficit di ferro o di vitamina B12, malattie del fegato, infezioni gravi, insufficienzarenale cronica, leucemie, neoplasie maligne, ulcera gastrica.

Ematocrito: L'ematocritoè la percentuale di elementi corpuscolati presente nel sangue (globuli rossi,globuli bianchi e piastrine): la restante è occupata dalla parte liquida o plasma.
Èun indice molto importante nella valutazione di un eventuale stato anemico,poiché in tal caso il valore dell'ematocrito risulta diminuito.
Al contrario,tale valore aumenta in tutte quelle situazioni nelle quali si ha esuberanteproduzione di globuli rossi e di emoconcentrazione, con conseguente riduzionedella frazione plasmatica del sangue (policitemia).
Di fatto questo esame,misura la quantità percentuale dei globuli rossi rispetto alla frazione liquidadel sangue.
Valori considerati normali: 29,3 - 49,8% .
Valori superiori possonoessere causati da uso di diuretici, ustioni, vomito, disidratazione, diabete,insufficienza renale acuta, peritonite, policitemia, poliglobulia.
Valoriinferiori possono essere determinati da emorragie, somministrazione dianticoagulanti, infezioni gravi, insufficienza epatica, carcinoma dellaprostata, intossicazioni da fosforo.

Leucociti (WBC): I leucociti(globuli bianchi) sono cellule nucleate del sangue. Comprendono basofili,eosinofili,linfociti, monociti e neutrofili (vedere le singole voci per unulteriore significato diagnostico). Con la formula leucocitaria si distinguonoi globuli bianchi nei vari tipi (in numero assoluto e percentuale).
La lorofunzione è quella di difendere l'organismo dalle infezioni. La formulaleucocitaria evidenzia la percentuale dei diversi tipi di globuli bianchipresente nel sangue.
È molto importante sapere quale tipologia sia in aumento,per stabilire che tipo di infezione è in atto.
Valori normali: 4.800 – 16.000per millimetro cubo.

Basofili: nel gatto non devono essere presenti.
Valori superioripossono essere determinati da epatite acuta, da insufficienza renale cronica,da leucemia, da rettocolite ulcerosa.

Eosinofili: valori normali da zero a 1.500 /mmc.
Valori superioripossono essere causati da allergie, eczemi, granulomatosi, leucemie, morbo di Addison,neoplasie maligne, radiazioni.
Valori inferiori possono essere causati daagranulocitosi (mancanza di globuli bianchi), insufficienza renale cronica,interventi chirurgici, ipotiroidismo, shock anafilattico, traumi, uso difarmaci cortisonici.

Neutrofili (granulociti): Valori normali: 2.500 - 12.500 /mmc.
Valorisuperiori possono essere determinati da infezioni batteriche, artritereumatoide, emorragie, gotta, gravidanza, infezioni acute, leucemie, neoplasiemaligne, pancreatite, uso di farmaci, vaccinazioni.
Valori inferiori possonoessere determinati da agranulocitosi, anemie, cirrosi epatica, epatiticroniche, influenza, lupus eritematoso, intossicazione da benzolo o da piombo,radiazioni.

Linfociti: gruppo di globuli bianchi di importanza essenziale perla funzionalità del sistema immunitario dell'organismo.
Valori normali: 1.500 -7.000 /mmc.
Valori superiori possono essere determinati da artrite reumatoide,leucemia, linfomi, epatite, gotta, infezioni, uso di farmaci,vaccinazioni.
Valori inferiori possono essere determinati da FIV (ImmunoDeficienza Felina), aplasia midollare (il midollo non produce più piastrine,globuli rossi e bianchi), insufficienza renale, radiazioni, linfomi, lupuseritematoso, neoplasie maligne, uso di farmaci citostatici e cortisonici.

Monociti: sono cellule del sangue di grandi dimensioni, più grandirispetto agli altri leucociti.
 Valori normali: da zero a 850 /mmc.
Valorisuperiori possono essere determinati da endocarditi, leucemia, neoplasie maligne,rettocolite ulcerosa,
collagenopatie (malattie del tessuto connettivo o cattivofunzionamento del sistema immunitario).
Valori inferiori possono esseredeterminati da anemie o radiazioni.

Piastrine: Sono i più piccoli elementi figurati del sangue che contribuiscono alla coagulazione;aggregandosi insieme in particolari situazioni (traumi, ferite, emorragie)bloccano le emorragie. La loro aggregazione è un fenomeno sfavorevole quandotende ad avvenire in condizioni normali, perchè può portare alla trombosi. Laloro diminuzione causa alterazioni dell'emostasi con allungamento del tempo diemorragia.
Valori superiori a quelli presi come riferimento possono esseredeterminati da carcinomi, da carenza di ferro, da febbre reumatica, dainfiammazioni, da leucemie, da morbo di Hodkin, da osteomieliti, da parto, dapolicitemia, da splenectomia, da traumi, da uso di vitamina B12.presenza di unnumero elevato di globuli rossi nel sangue, conseguente ad un' aumentataproduzione di queste cellule da parte del midollo osseo).

Valori inferiori a quellipresi come riferimento possono essere determinati da anemia aplastica, dadeficit di vitamina B12, da infezioni virali, da leptospirosi, da leucemia, dalinfomi, da malaria, da porpora, da trasfusioni, da uso di antibiotici, dibarbiturici, di diuretici, di fenilbutazone (farmaco antinfiammatorio nonsteroideo, FANS), usato per alleviare i sintomi di alcuni tipi di artrite, diipoglicemizzanti (farmaci per diabetici che abbassano la glicemia stimolando laproduzione di insulina da parte del pancreas: sono compresse da prendere perbocca), da PAS (sigla che sta per indicare acido para-amminosalicilico, farmacousato nella cura della tubercolosi), di piramidone e di sulfamidici (categoriadi farmaci storici perchè furono i primi ad essere usati contro le infezioni;oggi sono in gran parte sostituiti dagli antibiotici).
 Contribuiscono allacoagulazione e a bloccare le emorragie aggregandosi insieme.
Valori normali:26.000 - 470.000 /mmc.
Quando l’aggregazione avviene in condizioni normali puòportare alla trombosi. La loro diminuzione causa emorragie che non si bloccano.

Il motivo più frequente di piastrinopenia(carenzadi piastrine) è la coagulazione in provetta per prelievo laborioso. Il dato vaconfermato con una stima piastrinica (cioè con una conta manuale dellepiastrine su vetrino). La stima piastrinica è ADEGUATA se le piastrine suvetrino sono presenti in numero normale, anche se aggregate. In caso
contrarioè INADEGUATA e le piastrine sono poche (trombocitopenia).

MPV: Indica le dimensioni medie di una piastrina.

PCT: Il piastrinocrito rappresenta la frazione percentualedella massa del sangue intero occupata dalle piastrine.

PDW: Indica la presenza di piastrine di dimensioni diverse.

Fibrinogeno: Il fibrinogenoè una glicoproteina del plasma sanguigno sintetizzata dal fegato e dal tessutoendoteliale. 
Il fibrinogeno è il precursore della fibrina, presente nel plasmasanguigno sotto forma di molecole proteiche, dimeriche, dal peso molecolare dicirca 340.000. La molecola del fibrinogeno è composta a sua volta da tre catenepiù semplici di aminoacidi, indicate rispettivamente come A-alfa, B-beta,gamma. Le tre catene possono essere immaginate come poste l’una vicina all’altra,con una struttura approssimativamente lineare. Due “”triplette”" di catenesi uniscono per la regione amino-terminale per formare un’unica molecola difibrinogeno. La struttura della molecola di fibrinogeno è allungata e presentatre “”nodi”" (regioni ingrossate): uno centrale, detto regione E, checontiene le estremità amino-terminali delle catene, e due laterali, dette D. 
Ilfibrinogeno è essenziale nella coagulazione del sangue poiché esso ètrasformato dalla trombina tramite un processo di polimerizzazione in fibrinanecessaria alla formazione del trombo emostatico.
Valori normali: 110-370mg/100 ml. 
Valori superiori possono essere determinati da traumi, ustioni,artrite reumatoide, arteriosclerosi, cirrosi, epatite virale, gotta,gravidanza, infarto del miocardio, insufficienza renale, mieloma multiplo. 
Valoriinferiori possono essere determinati da emorragie, infezioni gravi,insufficienza epatica, somministrazione di anticoagulanti, carcinoma dellaprostata, intossicazioni da fosforo.

VES: indica la velocità di Eritrosedimentazione (velocità di sedimentazione delle emazie)ovverosia il tempo che impiegano globuli rossi per separarsi dal plasma (laparte liquida del sangue). Nel prelievo il sangue viene mescolato con unanticoagulante, quindi viene collocato in una provetta lunga e stretta; dopocirca un'ora si verifica la velocità di sedimentazione o si fa la media deivalori dopo una o due ore. L'esame viene fatto con il normale prelievo disangue per l'emocromo con il paziente a digiuno.
Indice di Katz = (VES(1 ora) +VES (2 ore)/2)/2
 La VES è influenzata dall'età del paziente e dallacomposizione delle proteine del sangue. Si riduce quando aumenta il numero diglobuli rossi (nelle poliglobulie primarie o secondarie).
Un aumento della VESpuò essere indice di malfunzionamenti dell'organismo che può far sorgere unsospetto diagnostico: il suo valore aumenta in corso di anemie, malattieinfettive, stati infiammatori (per esempio le vasculiti) e neoplastiche, anchese la relazione tra aumento della VES e queste malattie non è automatica. Sipensi ad esempio che il suo valore nell'uomo, aumenta nel corso dellagravidanza o durante il ciclo mestruale o con la vecchiaia. Mentre diminuiscein presenza di shock anafilattico, necrosi epatica, policitemia vera, anemiagrave e uso farmaci anticoauguanti.
Valori normali sono 7 mm./ora sia per ilcane che per il gatto.
Non è un valore attendibile in quanto può non esserepresente anche se l'infezione è già in atto.
Cause di valori superiori allamedia di riferimento possono essere determinati artriti reumatoidi, infarto,infezioni, infiammazioni, insufficienza renale malattie del fegato, gravidanza,leucemie, neoplasie maligne, shock, toxoplasmosi.
Cause di valori inferiorialla media di riferimento possono essere determinati da allergie, microcitemia(malattia del sangue in cui esistono globuli rossi più piccoli dei normali),neoplasie terminali, policitemie, uso di steroidi o anticoagulanti.

Attenzione:
Si ricorda che i valori indicati sono orientativi, in quanto a seconda dei laboratori cambiano i parametri. Solo un veterinario può interpretare i valori di un esame clinico
 

L'ESAME BIOCHIMICO:
E’ un tipo di test che viene effettuato per valutare la funzionalità di un organo, il livello di alcuni ormoni o per avere indicazioni sull' equilibrio degli elettroliti. Di norma è indicato per il controllo di soggetti anziani, soggetti che devono essere sottoposti a intervento chirurgico o a trattamenti farmacologico prolungati, soggetti intossicati o che hanno gravi episodi di vomito o diarrea.  

Albumina: E' una proteina prodotta nel fegato con molte funzioni tra cui quella di mantenere costante il livello dei liquidi nei vasi sanguigni: quando i livelli sono bassi i liquidi si diffondono nei tessuti, causando gonfiore (edema). E’ uno dei principali indici di funzionalità epatica.

Cos'è e a cosa serve: l'albumina è la più abbondante delle proteine del siero ematico. Essa rappresenta il 50-60 per cento delle proteine totali ed ha la funzione importantissima di mantenere costante il volume plasmatico attraverso la regolazione dell'equilibrio idrico, definendo gli scambi di liquidi fra il sangue ed i vari tessuti del nostro organismo.

Non dobbiamo dimenticare che il corpo è costituito essenzialmente da acqua e potete quindi ben immaginare come variazioni patologiche del contenuto di albumina nel siero siano causa di tante malattie. Ma il significato fisiologico di questa insostituibile proteina non è limitato solo al mantenimento dell'equilibrio idrico: essa svolge un rilevante ruolo nel trasporto, attraverso la corrente sanguigna, di molecole di grande importanza funzionale poichè ha proprietà di legare, rendendole solubili nel siero, molte sostanze che altrimenti non lo sarebbero, quali gli acidi grassi, gli ormoni, molti farmaci somministrati, ecc. In ultimo, I'albumina è la principale riserva di aminoacidi (sostanze che, legate a catene, costituiscono la struttura delle proteine) contribuendo, in condizioni di emergenza, alla regolazione delle proteine più indispensabili al mantenimento delle funzioni vitali.

Un aumento  dell'albumina nel sangue si osserva negli stati di emoconcetrazione: disidratazione (perdita in breve tempo di una grande quantità di liquidi organici), nei casi prolungati di vomito o di diarrea, o nei casi di ustioni estese.

Una diminuizione  dell'albumina si osserva in casi di diluizione del sangue come, ad esempio, nelle gravi emorragie e nelle malattie del fegato a carattere cronico, cioè duraturo nel tempo, nella cirrosi (condizione morbosa che sconvolge completamente la struttura cellulare del fegato), poichè l'albumina viene sintetizzata appunto nella cellula epatica; nell'enteropatia proteinodisperdente, affezione nella quale, a causa di un'alterata assi- milazione da parte della parete dell'intestino, vengono disperse ingenti quantità di albu- mina attraverso il sistema digerente.

Valori di riferimento: 3,0-4,6 g./100 ml.

Valori superiori possono essere determinati da disidratazione.

Valori inferiori possono essere determinati da infiammazioni, gravidanza, deficit ereditario, cirrosi epatica, collagenopatia, insufficienza renale cronica, ipertiroidismo, leucemie, malnutrizione, neoplasie maligne, pancreatite, ustioni.  

Amilasi: L'amilasi (un enzima che "mastica" sul carboidrato macromolecolare) è un enzima digestivo classificato come saccharidase (un enzima che fende i polisaccaridi). È pricipalmente un costituente di spremuta e della saliva pancreatiche, stato necessario per la ripartizione dei carboidrati a catena lunga (quale amido) nelle più piccole unità. L'amilasi inoltre è sintetizzata nella frutta di molte piante durante la maturazione, inducente lei a diventare più dolci.

Enzima che analizza l'amido in uno zucchero complesso che può essere usato nel corpo. Si presenta ampiamente sia in piante che in animali. In esseri umani è trovato in saliva e nelle spremute digestive pancreatiche che vuotano nel canale alimentare.

L'amido è un alimento importante per gli esseri umani ed è trovato in piante quali le patate e nei grani del frumento. È fatto di grandi e molecole insolubili, ma sotto l'azione di amilasi produce gli zuccheri che sono solubili - questi possono essere assorbiti dall'ente.

L'alpa-amilasi fende i collegamenti di a(1-4)glycosidic dell'amilosio alle molecole del maltosio del rendimento (disaccaridi di un-glucosio).

In esseri umani, tutti i isoforms dell'amilasi si collegano al cromosoma 1q21.

Tipi di enzimi dell'amilasi

Ci sono due isoforms di amilasi: amilasi pancreatica e salivaria. Si comportano diversamente sulla messa a fuoco isoelettrica e possono anche essere separati nella prova usando gli anticorpi monoclonal specifici.

Prova dell'enzima dell'amilasi

L'amilasi (un enzima che "mastica" sul carboidrato macromolecolare) è un enzima digestivo classificato come saccharidase (un enzima che fende i polisaccaridi). È pricipalmente un costituente di spremuta e della saliva pancreatiche, stato necessario per la ripartizione dei carboidrati a catena lunga (quale amido) nelle più piccole unità. L'amilasi inoltre è sintetizzata nella frutta di molte piante durante la maturazione, inducente lei a diventare più dolci.

Enzima che analizza l'amido in uno zucchero complesso che può essere usato nel corpo. Si presenta ampiamente sia in piante che in animali. In esseri umani è trovato in saliva e nelle spremute digestive pancreatiche che vuotano nel canale alimentare.

Diminuzione dei valori: ipertiroidismo grave

Indicazioni per il paziente: prelievo del sangue.

Valori di riferimento: 530-1.60 U.I./L.

Valori superiori possono essere determinati da calcolosi biliare, gravidanza extrauterina, insufficienza renale cronica, ulcera peptica, uso di diuretici, antinfiammatori non cortisonici o steroidi. Può essere indice di pancreatite nel cane, mentre per il gatto è meno affidabile.

Valori inferiori possono essere causati da cirrosi epatica, epatite acuta virale, intossicazione, esteri fosforici, necrosi del pancreas.  

Azotemia/urea: E' il tasso della quantità di azoto nel sangue ed indica la funzionalità (depurazione) dei reni.

Che cosa si misura: L’esame misura la concentrazione di azoto non proteico nel sangue, cioè la concentrazione di urea nel sangue. L’urea è un composto di scarto che deriva dalla degradazione delle proteine. Essa è prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue, per poi essere filtrata dai reni ed eliminata con le urine. L’azotemia indica con precisione la funzionalità dei reni. Valori diversi da quelli di riferimento segnalano un’imperfetta depurazione del sangue da parte dei reni.

Quando e perché il test è indicato

Insieme al test della creatinina, l’azotemia fa parte degli esami che vengono prescritti di routine per controllare la funzione renale. Esso è indicato:

* ai soggetti che mostrano segni o sintomi di qualche alterazione renale;

* per  vedere se i reni funzionano prima di iniziare alcune terapie farmacologiche;

* prima e durante i ricoveri ospedalieri;

* per accertare l’efficacia dei trattamenti in pazienti con malattie renali croniche e

   acute

* in soggetti che soffrono di malattie croniche come il diabete e lo scompenso

   cardiaco (controlli a intervalli regolari).

Come si fa il test

E’ sufficiente il prelievo di un campione di sangue

Come interpretare i risultati dell’esame

La maggior parte delle malattie dei reni o del fegato possono alterare i livelli di urea nel sangue. Infatti l’azotemia aumenta se il fegato produce più urea o se i reni ne filtrano meno. Valori superiori a quelli normali possono essere causati da malattie renali acute o croniche, da qualsiasi causa di ostruzione delle vie urinarie (calcoli), o da un ridotto flusso di sangue ai reni dovuto per esempio a scompenso cardiaco, shock, ustioni, traumi, emorragie. Anche altre condizioni possono far aumentare l’azotemia: una dieta ricca di proteine, il digiuno, alcune malattie infettive gravi (leptospirosi, tubercolosi renale, pielonefrite), la cirrosi, la gotta, le emorragie intestinali. Valori inferiori a quelli normali non sono molto comuni; possono essere causati da alcune malattie del fegato (epatiti), da un eccesso di idratazione, da una dieta povera di proteine o da malnutrizione. L’azotemia non è comunque utilizzata per diagnosticare o seguire queste condizioni.

Valori di riferimento: 18-41 mg./100 ml.

Valori superiori possono essere causati da insufficienze epatiche, shock, traumi, ustioni, cirrosi, disidratazione, emorragie gastrointestinali, collagenopatie, diabete mellito, glomerulonefrite, gotta, leptospirosi, nefrangiosclerosi, pielonefrite.

Valori inferiori possono essere causati da dieta ipoproteica, epatite acuta virale, ipopituitarismo, necrosi epatica, uso di salicilati (farmaci) e glucocorticoidi  

Bilirubina totale: E' un pigmento contenuto nella bile che si forma in seguito alla demolizione dei globuli rossi al termine della loro vita. La bilirubina viene trasportata dal sangue, che la trasforma per renderla solubile in acqua.

Che cosa si misura: L’esame misura la concentrazione di bilirubina nel sangue. La bilirubina è una sostanza che deriva prevalentemente dalla demolizione dell’emoglobina, la proteina che lega l’ossigeno nei globuli rossi. Ogni 120 giorni i globuli rossi vengono rinnovati e l’emoglobina viene degradata, dando origine alla bilirubina; per essere eliminata, la bilirubina dev’essere trasformata da alcune reazioni che hanno luogo nel fegato. Ma se il fegato si ammala o se vengono distrutti globuli rossi in eccesso, la bilirubina nel sangue aumenta e ciò causa ittero. Della bilirubina totale presente nel sangue si possono distinguere due frazioni: la bilirubina indiretta (non ancora trasformata dal fegato), che rappresenta la frazione più cospicua, e quella diretta (già trasformata dal fegato). La bilirubina diretta viene poi riversata nell’intestino dove la flora batterica ne favorisce la degradazione, convertendola in composti che vengono eliminati con le feci.

Quando e perché il test è indicato: Questo esame è indicato per determinare la presenza di una malattia del fegato (cirrosi, epatite, calcoli biliari) e per seguirne la progressione. In genere il medico prescrive il test della bilirubina in associazione ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina e transaminasi AST e ALT), alle seguenti categorie: 1. pazienti che manifestano segni o sintomi di danno epatico (ittero, nausea, urine scure, dolori addominali, fatica e malessere generale);

Come si fa il test: Tramite un prelievo di sangue.

Quali sono i valori normali, come interpretare i risultati dell’esame.

Un eccesso di bilirubina indiretta può essere dovuto a:

1. un’aumentata distruzione dei globuli rossi (emolisi), che si verifica nell’anemia emolitica, o altri difetti della produzione dell’emoglobina

2. alcune malattie ereditarie che alterano la capacità del fegato di convertire la bilirubina indiretta in quella diretta, come le sindromi di Gilbert e Crigler-Najjar;

Un aumento della bilirubina diretta può dipendere da:

1. alcune malattie ereditarie come le sindromi di Dubin-Johnson e Rotor; 2. malattie del fegato come cirrosi, epatiti virali ed epatite tossica; 3. ostruzioni delle vie biliari dovute per esempio a calcoli o tumori del fegato o del pancreas;

4. effetto collaterale di alcuni tipi di farmaci come:  alcuni tipi di antibiotici (tetracicline), steroidi, antinfiammatori non steroidei (FANS).

Una diminuzione dei livelli di bilirubina totale, indiretta e diretta può invece essere causata da:

1. alcuni tipi di anemie (aplastica, sideropenica); 

Si divide in bilirubina diretta (già formata dal fegato) e indiretta (non ancora "lavorata" dal fegato).

Valori di riferimento: 0,1-0,7 mg./100 ml.

Un aumento può dipendere da:

1. aumentata distruzione dei globuli rossi (pre-epatico)

2. malfunzionamento del fegato (epatico)

3. impedimento delle vie biliari (post-epatico)  

Di norma l’aumento di bilirubina è accompagnato ad una colorazione della congiuntiva oculare e della pelle (ittero).  

Calcio: E’ un metallo che entra (come ione, particella con carica positiva) nella maggior parte dei processi biologici.  È essenziale non solo per la formazione e lo sviluppo delle ossa, dei denti e delle unghie, ma anche per il processo di coagulazione del sangue, per l’attività dei muscoli e per il sistema nervoso centrale, per la digestione di alcuni cibi. L’organismo lo assorbe attraverso gli alimenti, del quale ne sono particolarmente ricchi il latte e i suoi derivati, le uova, il pesce, la frutta, gli ortaggi a foglia verde. La sua presenza nel sangue è detta calcemia. Un aumento marcato (ipercalcemia) può causare calcificazioni, alterazioni dell’elettrocardiogramma, stitichezza, nausea, calcoli renali. Una diminuizione marcata provoca la tetania (contrazione muscolare involontaria).

E' un metallo che compare nella maggior parte dei processi biologici: è fondamentale per il funzionamento dell' organismo (per la formazione e lo sviluppo delle ossa, dei denti e delle unghie; per il processo di coagulazione del sangue; per l'attività dei muscoli e per il sistema nervoso centrale).

Valori di riferimento: 8,4-11,5 mg./100 ml.

Valori superiori possono essere determinati da molti tipi di tumore, farmaci cortisonici, contenenti litio o diuretici; da iperparatiroidismo, iperprotidemia; ipersensibilità alla vitamina D o un’eccessiva assunzione di vitamina D; leucemia, linfomi, metastasi ossee, mieloma multiplo, acromegalia. Un aumento marcato (ipercalcemia) può causare calcificazioni, alterazioni dell'elettrocardiogramma, stitichezza, nausea, calcoli renali.

Valori inferiori possono essere causati da carenza di vitamina D, cirrosi epatica, malnutrizione, insufficienza renale cronica, ipoparatiroidismo, paratiroidectomia, pancreatite acuta, steatorrea. Una diminuizione marcata provoca la tetania (contrazione muscolare involontaria).  

Cloro: E' un elettrolita.

Valori di riferimento: 119-132 mEq./L.

Generalmente diminuisce in caso di vomito e morbo di Addison, mentre aumenta in caso di disidratazione.  

Colesterolo:
E' un importante costituente delle cellule dell'organismo che può avere origine dal cibo ma la maggior parte viene fabbricata dal fegato. Non ha il medesimo significato che riveste in medicina umana.

Può essere eliminato (tramite la sintesi degli acidi biliari) per via epatica o per via intestinale.

Valori di riferimento: 64-229 mg./100 ml.

Valori superiori possono essere causati da diabete, epatite cronica, intossicazione, ipoproteinemie, ipotiroidismo, lupus eritematoso, morbo di Cushing, obesità, pancreatite acuta, sindrome nefrosica.

Valori inferiori possono essere causati da anemie croniche, epatopatie terminali, ipertiroidismo, morbo di Addison, malnutrizione, sepsi, malassorbimento,neoplasie.  

Cortisolo: E' un ormone che viene misurato in caso di sospetto Morbo di Cushing (dopo un test di soppressione con desametasone) o di Addison (test di stimolazione con ACTH).

Valori di riferimento: 1,0-5,0 µg./100 ml.  

Creatinina: E' un componente del sangue che segnala la funzionalità del rene in quanto viene eliminata dai reni stessi attraverso l'urina. È un catabolita del metabolismo proteico.

E’ un componente del sangue che viene eliminato con l'urina; segnala la funzionalità del rene in quanto viene eliminata dai reni stessi attraverso l’urina. Se la presenza di creatinina nel sangue è troppo elevata, ciò significa che i reni non riescono a farla passare nelle urine e quindi non svolgono bene il loro lavoro. In alcuni casi anche il fatto di alimentarsi di troppa carne può contribuire ad alzare il tasso di creatinina nel sangue.

Valori superiori a quelli considerati normali possono essere causati da insufficienza renale, da dermatomiosite,  da ipertiroidismo, da miastenia, da traumi, da ustioni.

Valori inferiori possono essere causati da anemie, da atrofia muscolare, da ipotiroidismo, da leucemia, da mioglobinuria.

Valori di riferimento: 0,7-2,2 mg./100 ml.  

Fosfatasi alcalina: E' un enzima dosabile nel sangue, prodotto dall’intestino, dal fegato, da ossa e placenta; si trova nelle vie biliari. Il suo dosaggio viene eseguito per stabilire, in modo particolare, eventuali malattie delle ossa.

Valori superiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da artrite deformante, da carcinoma biliare, da epatite, da malattia di Paget, da metastasi epatiche e ossee, da mieloma, da mononucleosi, da osteomielite, da rachitismo, da sarcoidosi, da fratture ossee,da insufficienza renale, da sarcoma osteogenico, da diete ricche di proteine. Un suo aumento, insieme all’aumento di transaminasi (vedere), di bilirubina (vedere) e gamma GT (vedere), può quasi sicuramente decretare la presenza di una alterazione alle vie biliari.

Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere causati da anemia, da età avanzata, da ipotiroidismo, da malnutrizione.

Valori di riferimento: 4-81 U.I./L.

Fosforo: Fondamentale per i processi metabolici di glicidi, protidi e lipidi, nei trasferimenti  energetici. E’ presente nelle ossa e nel tessuto nervoso

Aumento dei valori: Acromegalia, Eccessiva ingestione, fratture, insufficienza renale, ipervitaminosi  D, ipoparatiroidismo, mieloma, metastasi ossee, M.di Addison, M. di Paget, Sarcoidosi.

Diminuzione  dei valori: Alcolismo  Anoressia  Deficit  di vitamina D Diarrea Iperparatiroidismo Malassorbimento Osteomalacia Rachitismo Sepsi  Steatorrea Vomito 

Valori di riferimento: 2,9-8,3 mg./100 ml.

Il suo aumento e' spesso associato a problemi renali o emorragici, ipertiroidismo.  

Gamma GT: La gamma glutamil transferasi e' un enzima situato nelle cellule del fegato, del cuore, del pancreas e del rene.

Funzione: Fondamentale  per i processi metabolici di glicidi, protidi e lipidi, nei trasferimenti  energetici. E’ presente nelle ossa e nel tessuto nervoso

Aumento  dei valori: Valori superiori possono essere determinati da epatite virale acuta, metastasi epatiche, tumori maligni. Acromegalia  Eccessiva  ingestione Fratture  Insufficienza renale Ipervitaminosi  D Ipoparatiroidismo  Mieloma Metastasi  ossee M.di  Addison M.diPaget  Sarcoidosi

Diminuzione  dei valori: Anoressia  Deficit  di vitamina D Diarrea Iperparatiroidismo Malassorbimento Osteomalacia Rachitismo Sepsi  Steatorrea Vomito 

Valori di riferimento: 1,0-3,0 U.I../L.

Glicemia: Indica la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue.

Funzione: Indica  la concentrazione di glucosio (fonte principale di energia), zucchero  che si origina dal metabolismo di glicogeno, aminoacidi e lipidi  introdotti con gli alimenti

Aumento  dei valori: Valori superiori possono essere determinati da avvelenamento da stress, uso di farmaci diuretici, ossido di carbonio (CO), diabete mellito, feocromocitoma, ictus cerebrale, infarto cardiaco, insufficienza renale cronica, ipertiroidismo, neoplasia del pancreas, pancreatite, sindrome di Cushing.

Diminuzione  dei valori: Valori inferiori possono essere determinati da digiuno, cirrosi epatica, epatopatia cronica, necrosi epatica, ipertermia, ipotiroidismo, neoplasia del pancreas o dell'ipofisi, sarcomi, insulinoma (nei cani anziani di piccola taglia), farmaci betabloccanti (prescritti principalmente per il trattamento delle malattie cardiache), insulina.

Valori di riferimento: 57-130 mg./100 ml.

Globuline: Le globuline sono proteine semplici di origine animale e vegetale che, assieme alle albumine, sono presenti nel sangue, nel plasma, nel latte e nelle uova. A seconda della grandezza delle loro molecole sono classificate in alfa, beta e gamma globuline, queste ultime dette anche immunoglobuline. Le prime favoriscono il trasporto di grassi e ferro, mentre le immunoglobuline costituiscono gli anticorpi e il loro numero aumenta in caso di malattie. Le globuline vengono separate e dosate tramite l' elettroforesi, sfruttando la loro diversa velocità di migrazione in un liquido in presenza di corrente elettrica.

Hanno il compito di fornire all'organismo le difese contro gli agenti esterni.

Possono essere suddivise in tre gruppi: Alfa, Beta, Gammaglobuline o Immunoglobuline (5 classi di anticorpi circolanti: IgG, IgA, IgM, IgD, IgE).

Valori di riferimento: 2,1-4,0 g./100 ml. Se i valori sono sballati è indice di infezioni o malattie in atto.  

Lipasi: E' un enzima prodotto dal pancreas in grado di scindere i trigliceridi in altre sostanze (glicerolo e acidi grassi) capace di effettuare l'idrolisi dei lipidi, trasformando i trigliceridi in glicerolo e in acidi grassi, nel processo di lipolisi.

Le fosfolipasi nello specifico hanno il compito di degradare i fosfolipidi. Nel metabolismo dei lipidi intervengono delle specifiche lipasi ormone dipendente (HSL) che scindono i trigliceridi in glicerolo e acidi grassi liberi pronti per l'utilizzo nelle vie metaboliche (beta-ossidazione).

La lipasi pancreatica è una serina-esterasi che attacca i legami esterei in C1 e in C3 dei triacilgliceroli, intervenendo così nella digestione dei grassi. Affinché i triacilgliceroli possano essere assorbiti dalla mucosa intestinale,devono essere convertiti da particelle macroscopiche insolubili, in micelle microscopiche finemente disperse. La conversione in piccole particelle avviene grazie all'azione dell'enzima lipasi che trasforma i triacilgliceroli in digliceridi,monogliceridi,acidi grssi liberi e glicerolo. I prodotti dell'azione della lipasi diffondono nelle cellule epiteliali che rivestono la superficie dell'intestino. Una volta assunti dalla mucosa intestinale,gli acidi grassi e gli altri prodotti vengono riconvertiti in triacilgliceroli che legandosi a specifiche proteine di trasporto,chiamate apoliproteine,formano aggregati lipoproteici detti chilomicroni. Queste lipoproteine sono trasferite dalla mucosa al sistema linfatico,entrano nel sangue e vengono trasportati al muscolo e al tessuto adiposo. Nei capillari di questi tessuti, l'enzima extracellulare lipoproteina lipasi, idrolizza i triacilgliceroli ad acidi grassi e glicerolo che entrano nelle cellule bersaglio. Nelle cellule bersaglio di tipo muscolare, gli acidi grassi vengono ossidati per produrre energia,mentre nelle cellule bersaglio del tessuto adiposo vengono riesterificati a triacilgliceroli per essere conservati come grassi di riserva. La lipasi pancreatica è attivata dalla tripsina, alla quale collabora la colipasi che ne sostiene l'attivazione, ed è inibita dalla bile. L'attivazione prevede il distacco di un pentapeptide (enterostatina) che nell'uomo, agisce come segnale per la riduzine del senso della fame.

Valori di riferimento: 80-500 U./L.

Valori superiori a quelli di riferimento possono essere causati da anestesia, calcolosi biliare, neoplasia del pancreas, pancreatite, peritonite, uso di farmaci anticoagulanti. Anche in questo caso i valori sono più indicativi nel cane che nel gatto.

Valori inferiori a quelli di riferimento possono essere determinati da cirrosi epatica.  
 
Potassio: E' un minerale presente nelle cellule e nel sangue da cui dipende l'attività dei muscoli, tra cui il cuore, e regola l'equilibrio idrico dell'organismo.

Nel siero la sua presenza è minima.

Valori di riferimento: 3,6-5,8 mEq./L.

Funzione: Partecipa  alla regolazione del volume dei liquidi dell’organismo e a molte  reazioni enzimatiche. E’ il principale catione intracellulare in  contrapposizione al sodio.

Regola il tenore di acqua nelle cellule, aumenta l’eccitabilità  neuro-muscolare, interviene nella costituzione delle proteine e nella  sintesi del glicogeno (il derivato del glucosio utilizzato come fonte di energia dalle cellule) nel fegato.

Aumento  dei valori: Diabete  mellito Eccessiva  introduzione Infezioni Insufficienza renale poliurica Traumi Uso di  chemioterapici e penicillina Ustioni Uso di diuretici, aritmie.

Diminuzione  dei valori: Diarrea  Insufficienza renale oligurica Ipercortisonismo Malnutrizione M.di Addison  Uso di lassativi S.di Conn S.di Cushing Vomito 

Molto potassio e poco sodio comporta alterazioni delle membrane cellulari, che possono comportare modificazioni a livello muscolare.

Molto sodio e poco potassio indica che si è ridotta la parte liquida del sangue e ciò provoca alterazione della funzionalità dei muscoli.  

Proteine totali: Le proteine sono macromolecole biologiche che svolgono innumerevoli compiti, alcune volte insostituibili, negli organismi viventi.

La loro composizione è fatta di aminoacidi, molecole ancora più semplici, legati fra di loro a catena. Sono presenti in tutte le cellule e svolgono una enorme serie di funzioni vitali, come la nutrizione, la regolazione del metabolismo, la difesa organica, ecc.

La stessa definizione di proteina (dal greco protos: primo) è molto significativa nell'illustrare I'importanza funzionale di questa costanza nell'ambito del mondo vivente. A dire la verità le proteine da analizzare dovrebbero essere tantissime, ma ne vengono prese in esame normalmente cinque grandi classi, bastevoli a dare sufficienti ed attendibili indicazioni su eventuali malattie.

Innanzitutto bisogna determinare la quantità delle proteine presenti nel siero in esame: la proteinemia totale, i cui valori normali sono compresi fra i 6  e gli  8 grammi per decilitro .

Considerata da sola, la proteinemia totale può fornire soltanto genericamente indicazioni su eventuali stati patologici, in quanto le varie frazioni delle proteine, pur subendo singolarmente delle modificazioni, tendono a compensarci, per cercare di rispettare un certo equilibrio biologico. Avviene cosi che la proteinemia totale subisce notevoli variazioni in più o in meno in casi del tutto particolari o in gravissime malattie.

Un aumento  della proteinemia si può osservare, per esempio, in caso di eccessiva sudorazione (sforzi fisici prolungati) o disidratazione cioè perdita in breve tempo di liquidi organici, come in caso di diarrea e vomito infrenabili, di diabete scompensato, di shock o collasso acuto.

Una diminuzione delle proteine totali si verifica quando si riduce I'apporto proteico, per anoressia (patologica mancanza di appetito), difetti dell'assorbimento intestinale, per mancata o difettosa sintesi proteica dovuta a carenza di vitamine e di aminoacidi, per malattie del fegato a carattere cronico, per perdita o distruzione di proteine come si verifica nell'ipertiroidismo, in alcune malattie renali, nelle ustioni estese e nelle emorragie.

Indicano lo stato di idratazione dell’organismo.

Valori di riferimento: 5,5-7,7 g./100 ml.  

Sodio: Regola  il volume dei  liquidi  presenti  nell’organismo  con un meccanismo di pompa, mantenendo la osmoralità del plasma,mantiene normale il ritmo cardiaco ed è responsabile delle contrazioni muscolari. Se in  eccesso compare, come segno esteriore, l’edema (gonfiore). Rappresenta il  maggiore catione extracellulare 

Il livello di sodio nel sangue è controllato dai reni che ne eliminano un eventuale eccesso con le urine.

E' uno dei principali componenti del plasma, presente nella parte liquida (siero del sangue).

Valori di riferimento: 153-162 mEq./L.

Valori superiori possono essere causati da diabete, diarrea, indigestione, edemi, febbre, sindrome di Cushing, eccessiva sudorazione, uso di farmaci cortisonici, ustioni.

Valori inferiori a quelli ritenuti normali possono essere determinati da acidosi, da cirrosi epatica, da insufficienza cardiaca, da diabete scompensato, da morbo di Addison, da nefrosi, da uso di farmaci diuretici, da vomito.  
 
Tiroxina: Chiamato anche tetra-iodo-tironina (T4), è il principale ormone secreto dalla tiroide. Insieme alla tri-iodo-tironina (T3), un altro ormone tiroideo, incrementa il metabolismo cellulare di carboidrati eproteine. Entrambe queste molecole contengono elevati livelli di iodio e la loro sintesi è regolata tra gli altri dall'ormone tireostimolante (thyroid-stimulating hormone, TSH), secreto dall'ipofisi. Ormone tiroideo che indica un ipertiroidismo in caso di forte presenza.

Valori di riferimento: 1,0-4,0 µg./100 ml.  

Transaminasi - GPT (ALT): sono enzimi, cioè sostanze proteiche, che si trovano soprattutto nelle cellule del fegato. I loro livelli nel sangue sono utili per valutare il corretto funzionamento del fegato, ma possono anche riflettere lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Negli esami di routine si misurano: la trasaminasi ALT (o GPT), che riguarda soprattutto il fegato, e la transaminasi AST (o GOT), che riguarda invece il cuore e lo scheletro.

Valori di riferimento: 23-109 U.I../L.

Valori superiori possono essere determinati da cirrosi epatica, epatiti, distrofia muscolare, emolisi, ittero ostruttivo, metastasi epatiche, obesità, pancreatite, scompenso circolatorio, traumi  

Transaminasi - GOT (AST): E' un enzima molto importante, presente nel fegato, analizzato per studiare le condizioni di questo organo, ma anche per valutare eventuali lesioni del muscolo cardiaco oppure alterazioni di quei muscoli che coordinano i movimenti dello scheletro.

Valori di riferimento: 14-41 U.I../L.

Valori superiori possono essere determinati da asma, cirrosi epatica, epatite, metastasi epatiche, distrofia muscolare, gotta, infarto del miocardio, interventi chirurgici, leptospirosi, ittero ostruttivo, pancreatite.

Valori inferiori possono essere determinati da diabete, dialisi, gravidanza.