Etologia del gatto

Il mondo dei gatti è una dimensione irrazionale.
Non possiamo mai trovare un perchè preciso ai loro comportamenti.
A volte rimaniamo stupiti, a volte siamo increduli, a volte piacevolmente sorpresi, a volte un gatto può anche turbarci.
In un gruppo di gatti c'è sempre, assolutamente una gerarchia, un capogruppo dominante che crea quell'equilibrio e quella armonia necessaria affinchè il gruppo conviva in pace.
Ma, si sa, uno dei divertimenti preferiti dei gatti è quello di non rispettare le regole e quindi a volte, anche se li conosciamo bene possiamo essere stupiti da alcuni loro comportamenti.
Nell'irrazionalità del gatto sta parte del suo fascino, nel suo sfuggire all'umana comprensione, nel suo essere così difficile da comprendere.
Ma non sempre questo è vero.
Il gatto è un animale molto intelligente, sensibilissimo, attento e sveglio, partecipa alla vita umana con una vicinanza tutta sua, con una presenza silenziosa e sfuggente, ma di grande intensità.
Il gatto sente, avverte, comprende tutto quello che ci accade e si avvicina lentamente a noi per partecipare al nostro momento, lieto o penoso che sia.
Il suo intento è principalmente uno: cercare armonia.
Il magnetismo negativo è per il gatto assolutamente destabilizzante, lo innervosisce, gli crea malessere anche fisico.
I gatti che vivono in famiglie dove si litiga spesso o dove si alza la voce soffrono di dermatosi da stress, di gastrite, di disordini intestinali, di infiammazioni su base nervosa, hanno comportamenti anomali, disturbi del sonno e dell'appetito.
Risentono della negatività presente in casa e non riescono trovare l'armonia necessaria a stare bene.
I gatti che vivono con persone adatte a tenere gatti in casa, cioè persone equilibrate, moderate e tranquille, sono gatti che approfondiscono moltissimo il rapporto con gli umani.
Si arriva spesso ad una silenziosa comunicazione costante di emozioni e sensazioni.
Questo è un mondo di grande fascino e di sottile mistero che appassiona non poco chi conosce e ama questi felini.
In questi rapporti il conoscersi reciprocamente è talmente profondo che il gatto arriva a sentire il nostro umore e a interagire con noi, per confortarci, per aiutarci e soprattutto per ricreare l'armonia se questa viene a mancare.
Il benessere del gatto non è di facile raggiungimento, non è solo dare da mangiare, da bere e pulire la lettiera, è partecipare al suo mondo, non come uomo, ma come gatto.
E' un pò questa la chiave di lettura.
Proviamo a pensare come un gatto, proviamo a metterci nei panni del gatto.
Vediamo le cose come potrebbe vederle lui.
E' un grande esercizio di sensibilità, di comprensione.
Non stupiamoci se poi raggiunti questi livelli di affetto, di complicità, il gatto manifesti comprensione per i nostri stati d'animo.
E non stupiamoci del fascino che hanno queste creature.
Chi ama i gatti non può vivere senza un gatto.
Ed è questo un messaggio particolare per chi ha perso un amico e ora è solo.
Chi ama i gatti non può vivere senza un gatto...nemmeno se ci prova.
Il soffio della loro anima è nutrimento per la nostra.

Il comportamento del gatto che vive a contatto con l'uomo è rimasto più vicino a quello del gatto allo stato selvatico. Le uniche alterazioni le possiamo verificare in quegli animali che hanno sempre vissuto in ambienti confinati (esempio: appartamenti). In questi casi sono frequenti le nevrosi, vere e proprie alterazioni psichiche quali, ad esempio, il terrore per gli spazi aperti o la iperaggressività. Le differenze di comportamento dei gatti sono dovute al sesso. Periodo riproduttivo, tensioni sociali.

Sesso

La femmina controlla il territorio e risiede in questo: non si sposta di propria iniziativa. Accudisce i piccoli e tollera la presenza di altre femmine a patto che sia rispettata una gerarchia conseguente alla età/efficienza fisica e a gradi di parentela (madre/figlia).

Il maschio fino alla età della maturità sessuale (in genere 8 mesi a volte fino a 2 anni) risiede nel territorio della madre. Quando sopraggiunge la sua prima stagione degli amori il giovane maschio, si allontana perché insidiato da avversari più forti e girovaga in cerca di un territorio privo di maschi dominanti. Quando un maschio diventa dominante risiede generalmente ai margini del territorio delle femmine che lo interessano. Si avvicina a queste solo quando esse sono in calore. Cominciano allora le battaglie con gli altri maschi.

Periodo riproduttivo

Il comportamento del gatto, della femmina in particolare, è fortemente condizionato dal periodo riproduttivo. Nelle stagioni degli amori (primo calore verso 7-8 mesi di età) generalmente concentrate in 3-4 periodi all'anno, la gatta è più affettuosa, impazzisce. Vuole in tutti i modi uscire, magari sparisce per due o tre giorni. La gatta ha dei calori che si ripetono a distanza di 6-10 giorni anche per 5 o 6 volte se non interviene un accoppiamento. Dopo 57-59 giorni nascono i piccoli (da 1 a 8). La gatta li accudisce con grande impegno. Durante la lattazione la gatta diviene più tranquilla anche se è costantemente occupata ad allattare, mangiare, spostare i piccoli se qualcosa la turba. In determinati periodi le gatte tornano in calore già otto giorni dopo il parto e, malgrado questo calore sia poco efficace, spesso rimangono di nuovo gravide.

Tensioni solciali

Il gatto non si adatta molto bene al sovraffollamento del proprio territorio. Scattano allora meccanismi non del tutto conosciuti per i quali a volte alcuni soggetti devono allontanarsi perché vengono aggrediti dagli altri. Questa sorte a volte capita agli animali anziani e a quelli inerti sessualmente.

Il numero dei gatti di una colonia tende a restare sostanzialmente stabile nell'arco degli anni. Quando si registrano valori di popolazione troppo elevati insorgono malattie o si assiste ad una emigrazione di alcuni soggetti verso la periferia del territorio.


Fonte: materiale liberamente tratto dalla rete