L'aggressività

L'aggressività è una risposta del tutto naturale dell'istinto di sopravvivenza: nasce dalla volontà di proteggere se stessi da una minaccia (o da ciò che pur non essendolo nella realtà, viene avvertito soggettivamente come tale), da una diretto attacco o da un tentativo di sottrazione o invasione di ciò che è considerato proprio e necessario alla sopravvivenza fisica o psicologica.

Osservando la manifestazione di aggressività da parte di un gatto, è comunque del tutto errato interpretare il fenomeno come una duratura dichiarazione di inimicizia o guerra, perché - così come nel cane- l'aggressività si esprime in diverse situazioni ed esplica una funzione essenziale nella vita dell'animale. Oltre ad essere un comportamento di difesa e di attacco, è presente anche nel gioco e nella sessualità.

Cause di nervosismo, minaccia e aggressività

Paura: Trovandosi davanti ad un predatore fisicamente più grande di lui, il gatto quasi certamente fuggirà. Ma se ciò non dovesse accadere, saranno evidenti in lui segni di nervosismo. I gatti in genere non sprecano le proprie energie ingaggiando lotte con avversari più grandi di loro, quindi combattimenti che ritengono "persi in partenza", e in queste occasioni, preferiscono (molto saggiamente) scappare. Ma se si trovano stretti in un angolo, in assenza di una qualsiasi possibile via di fuga, minacceranno l'avversario con soffi ed anche sputi, fino ad arrivare all'attacco diretto.

Cibo: E' una delle cause che più frequentemente scatena aggressività. Si manifesta quando il gatto vuole difendere il proprio cibo o quando vuole accaparrarsi quello di qualcun altro. E' molto diffusa tra i randagi e tra i gatti che vivono nella stessa casa. In genere, se la gerarchia è chiara ed esiste un gatto riconosciuto come dominante, non ci saranno lotte. Ma se così non fosse, si assisterà spesso a esternazioni di minacce o a vere e proprie risse. Per ovviare a questo problema, è necessario che i gatti mangino ciascuno nella propria ciotolina e, meglio ancora, che mangino in ambienti separati, affinché tra l'altro consumino il pasto serenamente, soprattutto gli individui più sottomessi. Se invece il gatto ha comportamenti aggressivi verso un cane presente in casa (che mette, per esempio, il muso nella sua ciotola) per evitare eventuali attacchi, bisogna posizionare la ciotola in un luogo alto (o comunque un luogo dove il muso del cane non possa arrivare!)

Difesa e dominio del territorio:

in questo caso l'aggressività si esprime per stabilire una gerarchia all'interno del territorio e per tenere lontani eventuali intrusi o pretendenti alla dominanza dello stesso. Si tratta di un comportamento aggressivo necessario alla sopravvivenza del gatto: il territorio ospita un determinato numero di prede di cui il gatto necessita per vivere. E' naturale che un gatto dominante in un territorio lo difenda da chi voglia surclassarlo, intimidendolo dapprima e poi aggredendolo se l'intimidazione non è stata sufficiente.

"Il gatto ed il suo territorio"

Un gatto dal carattere estremamente dominante e territoriale può assumere atteggiamenti aggressivi anche verso il proprietario, che nascono sempre dalla stessa esigenza: confermare il proprio ruolo di "superiore". Ebbene, in questo caso potrà arrivare anche a sfidare i membri umani della famiglia, minacciandoli con uno sguardo fisso e inquietante, ostruendo talvolta il loro passaggio, e arrivando anche a mordere.

Uno dei motivi per i quali il gatto ha sempre affascinato l'uomo è il suo presentare comportamenti e atteggiamenti contraddittori. In realtà, la natura del gatto è molto più coerente di quanto si può immaginare. Basta osservarlo molto da vicino, cercando di seguirlo tenendo conto solo del suo punto di vista e della sua storia evolutiva.

Il mondo animale è un mondo predatorio e il nostro piccolo e adorato gatto, dal pelo morbido come i petali di un fiore, è nel suo mondo un abilissimo cacciatore, forse il migliore. Non a caso si è guadagnato il titolo di "cacciatore perfetto" e non a caso, Leonardo da Vinci, dopo averne studiato attentamente l'anatomia e averlo disegnato e ridisegnato, affermò: "Il più piccolo dei felini, il gatto, è il capolavoro della natura".

In natura tutto ha una funzione e le strutture fisiche degli animali si evolvono adeguandosi e specializzandosi in base alle necessità richieste da due istinti fondamentali: protezione e nutrimento.

Se il gatto dorme molto (da 16 a 18 ore al giorno), non è perché gli piace sognare, è perché ha bisogno di essere molto vigile nelle ore di veglia. Lui è sia un predatore sia una piccola preda. Il gatto insomma, si deve guardare molto bene anche le spalle, mentre guarda davanti a sé la preda che ha preso di mira. poiché ancora non è dotato di "occhi retrovisori", ha specializzato il suo udito.

Il suo udito è molto capace: l'essere umano arriva a percepire suoni che arrivano ad una frequenza di 20.000 hertz. Il cane può arrivare al doppio. Il gatto è capace di sentire suoni che raggiungono gli 80.000 hertz.(L' "hertz" è l'unità di misura che quantifica il numero di vibrazioni per secondo e che stabilisce quindi l'acutezza di un suono. Il gatto può sentire il rumore emesso dal movimento di un topo in un raggio di 15 metri, n.d.r)

E quanto alla sua vista? Riassumendo un denso articolo sulla struttura e sulle capacità dei suoi splendidi occhi, è essenziale sapere che :

1. Il gatto ha un campo visivo molto superiore al nostro, quindi vede come se stesse guardando frontalmente anche ciò che accade o ciò che si trova ai suoi lati.

2. Il suo occhio è dotato di un tapetum lucidum, che riflette la luce.

3. La sua pupilla può aprirsi molto di più della nostra: Quindi, cogliendo più luce e riflettendola all'esterno, l'occhio del gatto necessita di molta meno luce di quello umano per riuscire a vedere. Ripetiamo che il gatto NON vede al buio, come molti immaginano: i suoi occhi riflettono la luce, non la emettono. Non sono delle lampadine, sono uno specchio che riflette la luce di una lampadina, o di una qualsiasi altra fonte luminosa.

E cosa dire della sua agilità? Non vi sembrano delle meravigliose "molle animate" i vostri gatti, quasi un incrocio tra un quadrupede e un volatile, quando li vedete saltare, sollevandosi con stupefacente leggerezza? ...Ci sono due motivi fondamentali che lo rendono così "snodato":

La colonna vertebrale del gatto è straordinariamente flessibile, perché si è evoluto adeguandosi alla necessità di essere agile, veloce e fluido. Un gatto, grazie alla sua colonna vertebrale mobile, può curvarsi in aria e ruotare metà della schiena di 180°. La sua proverbiale e silenziosa fluidità gli è anche permessa anche dal suo torace stretto, come dire?, "affilato".

La sua caratteristica più particolare è, poi, la particolare conformazione della sua clavicola:

"I mammiferi o hanno la clavicola che si articola con lo sterno e la scapola e che rende possibili movimenti laterali di sollevamento (come gli uomini), oppure hanno una elevata prestazione nel salto e nella corsa (ungulati e cani). Il gatto ha una clavicola rudimentale molto elastica che offre i vantaggi di tutti e due i sistemi." Lui, il gatto ha sia una grande capacità nella corsa nel salto (come il cane) ma può anche alzare le zampe lateralmente (come gli esseri umani)... (Forse da questo gli deriva quella sua arietta di superiorità: si è preso il meglio di entrambi...!)

Per costruire il suo cacciatore perfetto, la natura ha impiegato milioni di anni.

Rispetto a quei milioni di anni, il periodo di tempo a partire dal quale il gatto è voluto diventare nostro amico può definirsi di "qualche giorno". Diciamo questo per spiegare perché, nonostante mangi in casa e molto bene, nonostante ci adori e si lasci coccolare felicissimo da noi ... se solo passa una farfallina, ecco che il suo istinto (non dovuto alla fame perché con noi mangia benissimo) lo trasforma in un "efferato" cacciatore e sterminatore di piccole prede. E noi, forse, rimaniamo anche un po' male ...Mai avremmo immaginato che sotto il nostro "Puffy" si nascondesse una efferata tigre in miniatura.

E allora inizia la sua battuta di caccia.

Si allerta, si ferma; poi si dirige verso la sua vittima, sfiorando il suolo con la pancia, ma così silenziosamente che, come ha detto qualcuno, "nemmeno lui può sentirsi". Quando arriva in prossimità della preda, fa una cosa che solo gli individui veramente forti sanno fare: attendere. Intelligente com'è, lui è uno che ha imparato ad aspettare: sa che prima o poi la preda dovrà muoversi, e lui intanto sta fissando un punto in cui la preda necessariamente passerà. E quando entrerà nel suo campo visivo, è difficile che abbia scampo ... Prima di balzare il gatto calcola la distanza tra sé e la preda e stabilisce la forza muscolare che gli sarà necessaria per percorrerla. si irrigidisce, immobilizza gli occhi, inizia ad agitare la coda nervosamente, fissa "qualcosa" ...Spesso sbatte i denti, facendo un particolarissimo rumore che non sapremmo definire. Per balzare, il piccolo killer si rannicchia, poi si dà lo slancio con le zampe posteriori, inarca la schiena e infine atterra con le zampe anteriori sul malcapitato animaletto. A questo proposito, ricordiamo che la distanza tra i due canini di un gatto è perfettamente commisurata alle dimensioni delle sue prede più abituali (piccoli roditori) e che il nostro piccolo killer mangia tutto della preda, non solo la carne: anche le ossa e tutto il resto inoltre. i suoi canini sono "sensibili", questo vuol dire che il gatto sente dove mordere per infliggere il suo colpo mortale.

Quando era cucciolo ha imparato a cacciare dalla madre e giocando con i fratellini, mimando i tempi i movimenti e le soste dell'agguato, giocare è il miglior modo per apprendere qualcosa, nel gioco si può sbagliare all'infinito: non c'è punizione né pegno né valutazione che abbiano conseguenze nella realtà..

Ai nostri mici di casa basta un topino di plastica per mimare una caccia, seguita spesso da una sorta di gioiosa danza per la cattura avvenuta. Talvolta il gatto si stende al lato della preda e la tiene d'occhio, leccandosi le zampe; tal'altra la lancia per aria, questo è il modo in cui esprime la propria soddisfazione.

E se il nostro gatto domestico, il re del divano e dei cuscini, improvvisamente dal giardino ci porta un topino o una lucertola non di plastica ma di carne?

Non sgridiamolo mai, anzi mostriamoci orgogliosi di lui, in un certo senso, per quel che lo riguarda, lui ci sta facendo un regalo. La madre, quando era piccolo, gli portava le prede per nutrirlo. Lui fa lo stesso con noi! Il gatto che vive in casa non ha bisogno di prede per nutrirsi, in realtà, le cattura per gioco. In più, non smetterà mai di farlo, quando ne vedrà una, anche se lo sgridiamo. 

Certo, se entra una svolazzante farfallina in casa e possiamo evitare che lui la catturi ... personalmente noi facciamo scappare la farfallina: vita anche a lei! Ci sono proprietari, invece, che concedono ai loro gatti la possibilità di effettuare una caccia reale ogni tanto... Scelte diverse.

Un altro (solo nostro, non suo ...) dilemma che avvolge il gatto è se sia un animale sociale o solitario. Le opinioni in merito sono flessibili. Ci abbiamo riflettuto e abbiamo capito che le opinioni al riguardo sono tali, perché ... è il gatto ad essere flessibile! Il gatto, innanzitutto, non è, come invece è invece il socialissimo cane, un animale da branco. Lui non ha mai avuto bisogno di vivere in un gruppo (gerarchizzato, ricordiamo) per garantirsi la sopravvivenza e questo lo ha reso indipendente. Ha sempre dovuto cavarsela da solo, senza contare su nessun altro. Il gatto fa riferimento solo a se stesso. Questo dato lo caratterizza in prima istanza.

Poi la sua vita ha iniziato a cambiare, quando è diventato un animale domestico. Il gatto ha dimostrato di essere capace di adeguarsi alle nuove occasioni di socializzazione, soprattutto per quel riguarda la socializzazione con noi umani, è stato ampiamente dimostrato che, come detto in precedenza, se accarezzati molto tra le due e sei settimane di vita, nella maggior parte dei casi i gatti saranno ben integrati tra gli esseri umani e che, anzi, ricercheranno volutamente la loro compagnia.

Riguardo al nostro affascinante amico gatto, quindi, comportamenti e atteggiamenti che a noi possono sembrare contraddittori o difficilmente conciliabili, sono in realtà peculiarità di una della più belle creature viventi, dotata di una struttura che si è perfettamente evoluta e che, proprio grazie alla completa realizzazione di forma e funzione che ha raggiunto in sé, può adattarsi facilmente anche alle nuove "richieste" che il suo vivere in circostanze diverse gli propone.

PROTEZIONE DEI CUCCIOLI

da parte della MADRE: secondo l'etologo Konrad Lorenz, è raro trovare in natura una manifestazione di aggressività altrettanto determinata e coraggiosa: una gatta, racconta, ruscì a mettere in fuga perfino un orso, pur di tenerlo lontano dai suoi piccoli. In questo caso la madre attacca solo per difendere la prole. E' un tipo di aggressività presente anche nelle cagne, talvolta, ed è considerata, dato il fine per cui viene attivata, assolutamente "benigna". I gatti maschi, invece, talvolta uccidono i cuccioli di un rivale, o per difesa del proprio territorio o perché la gatta smetta di allattarli e possa generare cuccioli propri.

FRUSTRAZIONE: è un tipo molto particolare di aggressività, che si innesca quando il gatto è innervosito da qualcosa al di fuori della sua portata, non potendolo raggiungere, allora sfoga la propria frustrazione su qualche oggetto o animale a lui più vicino. Un esempio potrebbe essere un gatto randagio che sosti o passi vicino alla sua finestra o sul ciglio della strada. Il gatto lo nota, lo considera un intruso sgradito sul suo territorio, ma non può dargli la lezione che, secondo la sua opinione felina, questo intruso merita, inizia quindi a mordere o graffiare qualche oggetto o animale a lui vicino, per scaricare aggressività o ansia, che ormai è stata provocata. Tale tipo di comportamento viene definito "aggressivià riflessa".

Vi sono poi altre manifestazioni di aggressività, quali quella predatoria, quella giocosa, visibile nei cuccioli non ancora adulti durante i loro inseguimenti e le loro lotte ludiche; quella che si presenta durante il periodo dell'accoppiamento e dopo l'atto sessuale tra maschio e femmina, più precisamente della femmina verso il maschio, e quella che viene definita "sindrome del morso e della carezza", tipicamente felina e particolarmente sorprendente.

SEGNALI di nervosismo, minaccia e aggressività

- Il gatto agita nervosamente la coda, talvolta in maniera ritmica e scandita. (Nota: per questo motivo il gatto era chiamato dagli antichi Greci "ailuros", cioè "colui che agita la coda", da cui il termine "ailurofobia" per indicare l'incontrollabile paura di cui soffrono alcune persone nei confronti di questo piccolo felino..)

- il gatto inarca la schiena e solleva il pelo. Lo fa per diventare più grosso fisicamente e incutere in tal modo paura nell'avversario

- il gatto gonfia il pelo della coda e la irrigidisce, piegandone la punta. E' un segnale evidentissimo di aggressività ed estrema irritazione.

- il gatto tira indietro le orecchie, che restano appiattite sulla testa, e tende i baffi

- il gatto, se è spaventato, indietreggia e si accovaccia, in genere in un angolo o un luogo dove si sente protetto.

- il gatto soffia e sputa: è una minaccia molto chiara

- l'ultimo avvertimento, in genere, prima dell'attacco è un tipico ringhio dal tono basso, una sorta di ruggito profondo, come trattenuto all'interno del corpo.

- il gatto, se dominante, guarderà fisso negli occhi l'avversario e poi procederà lentamente ma con molta sicurezza verso di lui. In prossimità dell'altro alzerà la zampa e la manterrà alzata, prima di decidere quando colpire.

Fonte: materiale liberamente tratto dalla rete