QUANDO NASCE UN GATTINO
Gatta e micio: i suoi primi passi e ciò che, di fondamentale, gli insegna la sua bravissima mamma: cacciare ed uccidere. E dove fare i bisognini.

Una volta in piedi, la sua regola di apprendimento numero uno sarà osservare la mamma. Lei è un'ottima insegnante: trasmette il "sapere" con l'esempio.

Piccolissimo alla nascita -pesa massimo 100 grammi- tra le nostre dita un gattino ci sembra fragile come una foglia autunnale appena caduta... Ma ecco che, a soli quattro giorni, il fragilissimo micino (che nasconde in realtà in sé un agilissimo Rambo cacciatore!...) già striscia ed è capace di trovare la mamma. E sa anche già individuare i capezzoli più gonfi di latte (sperando che non se li siano accaparrati già i fratellini, che non glieli cederanno mai e poi mai.. Per ora copre piccole distanze, ma in due-tre settimane riuscirà a mettersi in piedi.

In questa fase tiene sempre la coda alzata, perché il farlo gli dà equilibrio e poggia tutto il piede a terra.

Fino a cinque settimane la coda sarà sempre alzata, ma da questo momento in poi, sarà perfettamente capace di imitare la postura e gli atteggiamenti di un gatto adulto.

Questa età, cinque settimane, è anche quella in cui il micio inizia a provvedere da solo alla propria pulizia. Altro fattore importante: la dentizione a questa età è completa e i dentini sono già molto taglienti. Una nota anatomico-funzionale: i canini (quattro)servono ad afferrare, gli incisivi (dodici) a tagliare e i molari (sei) e premolari (otto) a schiacciare (anche in noi umani) . I canini sono l'arma letale del micio: infatti sono molto innervati e quindi molto sensibili: con i suoi micidiali, forti e taglientissimi canini, il gatto "sente" con precisione dove mordere la preda per metterla fuori combattimento con un solo colpo.

"Mamma, ho fame!"

Adesso incomincia però l'apprendimento vero e proprio. Il gattino deve imparare tre cose fondamentali alla sua sopravvivenza: cacciare, catturare e uccidere la preda. Fino a tre settimane, la sola fonte di nutrimento è il latte materno. (Nota: il latte di una gatta ha valori nutritivi doppi rispetto a quello di mucca o capra). Poi, gradualmente, dal latte passa a cibi solidi.

Già da molto piccoli, i cuccioli di gatto sanno imitare gli atteggiamenti della caccia, come "bloccarsi" se pensano di essere osservati o di essere stati "sentiti" dalla preda. Sanno già compiere quel gesto così tipico dei gatti, cioè toccare qualcosa e ritrarre subito la zampa (... Prima ti vedo, poi mi avvicino cautamente, poi ti tasto... poi, nel caso, "affondo"...Il gatto è intelligente!). Talvolta i gattini seguono anche la madre nelle sue battute di caccia.

Le gatte randage iniziano col portare ai loro piccoli la preda morta. La mangiano davanti ai piccoli e, in parte, la sminuzzano per loro. Più avanti la mamma porterà prede vive. Mamma gatta emette due suoni vocali diversi, uno per avvisare che sta portando una preda morta ed uno, diverso, se la preda è viva. E' crudele dirlo, ma la mamma deve insegnare ai piccoli ad uccidere la preda con un solo morso, che sia letale, cioè che raggiunga immediatamente il midollo della povera preda.

Nelle settimane successive, i gattini imparano a fare proprio questo, osservando la mamma, che gliene dà successive dimostrazioni. E' noto che il metodo migliore per "insegnare" è l'esempio: non dotati di parola, forse gli animali ci superano (anche) in questo!

I gattini che non si allenano in tale fondamentale tecnica di sopravvivenza ("mors tua, vita mea" avrebbero detto i Latini, "la tua morte è la mia vita", la legge imprescindibile che assicura la sopravvivenza e la continuazione nelle specie carnivore...), cioè ad uccidere, avranno difficoltà a farlo in età successiva, nel senso che potranno cacciare e anche simulare appostamenti "virtuali" a pupazzetti in casa o ai loro fratellini, ma quanto ad "uccidere" sarà per loro molto più difficile farlo.

Mamma e micio comunicano tra loro con vari tipi di segnali: olfattivi, sonori, visivi. Quando nascono, il primo gesto comunicativo è quello di scambiarsi dati olfattivi, strofinandosi il naso l'una con gli altri; con le fusa, i mici comunicano poi alla mamma di stare bene, che "tutto è a posto", insomma; con diversi segnali vocali la mamma può "riprendere" i piccoli o avvisarli di una minaccia, o anche salutarli, con una sorta di "trillo", per dir loro "sono tornata". Quando mamma gatta cammina e vuole che i cuccioli la seguono, poi, tiene la coda alzata, ma inclinata all'indietro e i piccoli le vanno dietro, tenendo sempre d'occhio la sua coda.

"Mamma, devo fare cacca e pipì!"

Ve lo assicuriamo, niente è più facile che insegnare ad un micino a fare i suoi bisognini nella lettiera: basta prenderlo e metterlo nella sabbia, e lui ci tornerà sempre, da solo. A noi è capitato con 6 micini su 6. Anche mamma gatta fa così: lo afferra e lo solleva per la collottola e lo mette sulla sabbia: la sola differenza tra noi e lei è che lei usa la bocca e noi le mani.

Il gatto vuole sotterrare i propri escrementi, quindi per lui basta avvertire la sabbia sotto le zampette e la sabbia diventerà naturalmente il suo WC ideale! Se la terra è molto frantumata, cioè molto sottile, il gattino la preferirà.

In genere i gatti vogliono sotterrare i loro escrementi (magari anche scavando prima una buca, non soltando ricoprendoli), perché vogliono tenere nascosta la propria presenza, sia a prede sia a predatori. Il motivo non è di "igiene". Per il gatto gli escrementi devono essere nascosti, non perché sono "sporchi", ma perché sono le sue "tracce".

Il problema (molto fastidioso per i loro proprietari) per cui i gatti possono preferire lasciare, in alcuni momenti o periodi, i loro escrementi in posti diversi dalla lettiera o "marcare il territorio" con spruzzi di urina ha ragioni specifiche, che tratteremo altrove, anticipiamo soltanto che, com'è facile intuire, se nasconderli serve e nascondere la propria presenza, lasciarli invece "esposti in giro" avrà la funzione opposta: cioè, comunicare innanzitutto: "Qui ci sono io!"

Nota. Se avete bambini, gatti e un giardino e se i vostri bimbi giocano a scavare buche nelle aiuole, gli esperti consigliano di controllare spesso ...cosa si trovi nelle buche dei vostri bimbi!

a cura di Adriana Silvestro