Toxoplasmosi

Che cos'è questo virus, come si propaga, sintomi....

Eziologia ed epidemiologia:

Il Toxoplasma gondii è un coccidio che infetta i vertebrati a sangue caldo e in particolar modo i gatti che possono ospitare il ciclo vitale del coccidio ed eliminare oociti resistenti nell'ambiente con le feci. Questi oociti nell'ambiente continuano a maturare fino ad un certo stadio, infine con l'ingestione o per via transplacentare infestano un nuovo organismo. I gatti non amano la coprofagia e pertanto il contagio avviene più comunemente con l'ingestione di alimenti a base di carne. Tale trasmissione non teme il tempo, infatti, le oocisti sporulate possono sopravvivere nell'ambiente per mesi o anni e sono resistenti alla maggior parte dei disinfettanti; questo parassita può sopravvivere nei tessuti per tutta la vita dell'ospite.

Caratteristiche cliniche:

Uno dei segni clinici più evidenti è una diarrea autolimitante del piccolo intestino della durata di una o due settimane. In alcuni casi si ha invece un'evoluzione infausta, determinata da una replicazione intracellulare fulminante nei tessuti epatici, polmonare, del sistema nervoso centrale e del pancreas. I gattini infettati per via transplacentare o con il latte materno manifestano i segni più gravi di toxoplasmosi extraenterica e di solito muoiono per patologie epatiche o polmonari. Segni comuni di questa malattia sono anche depressione del sensorio, anoressia, febbre seguita da ipotermia, versamento peritoneale, ittero e dispnea, inoltre spesso si riscontrano patologie oculari.

Diagnosi:

Non vi sono dei segni patognomonici, ossia dei segni che indicano chiaramente la causa della malattia; quindi in base ai segni clinici, agli esami di laboratorio, nonché a dimostrazione degli anticorpi sierici, si può supporre la diagnosi di toxoplasmosi.

Trattamento:

Se necessarie si attuano le terapie di supporto, ma senza dubbio si tratta il gatto con clindamicina, o con un'associazione di trimetroprim-sulfonamide. Tutti i trattamenti devono durare almeno quattro settimane per non andare incontro a ricadute! Inoltre non esistono farmaci capaci di eliminare il parassita dall'ospite, perciò il rischio di recidive esiste e i gatti infetti saranno sempre sieropositivi. Nei gatti con coinvolgimento epatico o polmonare la prognosi spesso è infausta.

Aspetti zoonosici e di prevenzione:

Questo parassita può essere trasmesso all'uomo per ingestione di alimenti (carni poco cotte), oppure per via transplacentare. I sintomi nell'adulto immunocompetente sono febbre, malessere, linfoadenopatia autolimitanti. Le persone immunodepresse nel 10% dei casi possono sviluppare encefalite, mentre nelle donne gravide si hanno infezioni nel feto di tipo oculare o neurologico, e natimortalità. Prevenzione della toxoplasmosi nei gatti: non somministrare carne poco cotta e far in modo che il nostro micio non vada a caccia; pulire la sabbiera e gettare le feci nella spazzatura giornalmente; se il nostro gatto è positivo trattarlo col farmaco appropriato e per il tempo necessario.

Prevenzione della toxoplasmosi nell'uomo:

Cucinare tutti i prodotti carnei a T° superiore a 66°, indossare guanti di gomma quando si maneggia la carne, dopo aver maneggiato la carne lavarsi le mani con sapone e acqua calda, congelare la carne per almeno 3 giorni prima di cucinarla; lavare bene la verdura, bollire l'acqua prelevata da ambienti naturali, fare giardinaggio coi guanti.

Dott.essa Lucia Zanotti
(Medico veterinario)